Skill
Eccoci qui nella redazione del TZ, ancora una volta insieme a manager di comprovata bravura ad analizzare un aspetto di cui si è molto parlato anche recentemente nel forum. Il quesito posto ai manager presenti era il seguente: “Sappiamo tutti che la skill principale di un portiere è parare, ma dopo, quali sono le skill più importanti e perchè?”
Come di consueto prende per primo la parola il manager più in auge al momento, il campione d’Italia bombh, manager dell’Old BaoBaB Accademy: “Le deduzioni a cui sono arrivato, basandomi sull’osservazione del mio portiere, sono che velocità e intelligenza sono le skill che vanno subito dopo parare. Per quanto concerne la velocità il motivo è che il portiere si sposta più velocemente arrivando prima sulla palla, l’intelligenza invece l’aiuta a trovare la posizione più idonea… Il controllo è importante, in modo da far bloccare il pallone ed evitare spiacevoli calci d’angolo, ma viene dopo le prime due che ho citato. Anche la resistenza l’ho sempre considerata importante, il motivo è sempre lo stesso, più resistenza uguale più freschezza a fine partita, ma dopo aver visto le skill del nostro portiere U21 sono meno sicuro e qualche dubbio su questa abilità m’è venuto… una volta maxate anche queste, direi cross (per i rinvii del portiere) e azioni da fermo (come cross ma a gioco fermo)…….inutili sono tiro, contrasto e colpo di testa, probabilmente anche passaggio”.
“Confermo quanto detto in precedenza riguardo la resistenza” – irrompe olly, manager del Savicevic Show e CT della nazionale in carica – “con questo SIM non ho notato nessuna differenza tra un portiere con 0 resistenza ed uno 8. Abbiamo fatto tantissime prove con il nostro portiere U21, abbiamo impostato delle amichevoli in modo tale che venisse bombardato di tiri proprio per vedere il suo comportamento sotto continua pressione……si è sempre comportato bene. Quindi per quanto mi riguarda le skill più importanti per un portiere sono nell’ordine: Velocità, Intelligenza, Controllo. In seconda battuta: Resistenza e Cross. Nei campus portieri, la velocità c’è sempre e dovrà pur significare qualcosa 😀 e la ritengo importante per tutte le palle contese tipo: tiro della punta, portiere non trattiene.. se il portiere è veloce arriva per primo a prendere il pallone, se è lento ritorna in porta e l’attaccante tira di nuovo. Intelligenza, la reputo uguale all’esperienza quindi il portiere ha più consapevolezza dei propri mezzi e li sfrutta meglio. Controllo: idea mia.. con più controllo FORSE trattiene più palloni. Ma questa è, ripeto, una mia teoria. Altre: resistenza, l’ho spiegata prima, però i SIM cambiano quindi meglio attrezzarsi per tempo. Cross: dovrebbe avere influenza sui rilanci del portiere ma anche qui c’è qualche dubbio, non ne sono sicuro”.
Meno sicuro circa la skill resistenza è scorpions, manager dello Scorpion, nonché fidato collaboratore di olly nell’avventura azzurra: “E’ vero che nella nazionale U21 con Perazzolo titolare abbiamo notato che nonostante l’uno in resistenza le prendeva tutte…….ma anche se noi abbiamo portato alla luce un caso concreto che lascia il campo aperto a nuove teorie, a mio avviso altri esperimenti andrebbero fatti. Effettivamente un portiere non è che deve impegnarsi troppo nel correre …quindi la resistenza non dovrebbe servire a granchè…io personalmente vorrei sperimentare la cosa anche nella senior e vorrei esempi anche da altri manager perchè la cosa ancora non mi convince ed il caso Perazzolo è insufficiente da solo a stabilire che la resistenza ad un portiere non serva. Comunque oltre a questa skills le palline le metterei in ordine di importanza in questo modo: Intelligenza, velocità, controllo palla e cross. Intelligenza perchè il portiere deve sempre sapere cosa fare senza dover fare uscite a vuoto o altre cretinate…quindi mantenere sempre la posizione ottimale e capire in anticipo dove possa arrivare il pallone. Velocità per la rapidità nel muoversi tra i pali, faccio l’esempio reale di Gillet, un gatto tra i pali nonostante la sua non eccelsa statura, che non so tra l’altro quanto incida in MZ (la crew ha precisato che l’altezza non è implementata n.d.r). Controllo palla: a mio avviso serve quando il portiere non blocca un tiro dell’attaccante sparato in faccia al portiere…non blocca e quindi il bomber ci riprova e segna…ecco, se il portiere ha un buon controllo non permette all’attaccante di tirare di nuovo perché blocca la palla. Cross: serve per i rilanci che effettua…e se ha poco cross, spesso sono disastrosi ed avviano nuovamente l’attacco dell’avversario. Infine abbiamo azioni da fermo che dovrebbe servire per i rilanci con palla ferma tipo rimesse dal fondo….ma a mio avviso è una skills trascurabile”.
Anche helis68, manager della Juventus, è più o meno sulla stessa lunghezza d’onda, ma esprime un nuovo parere sulla skill azione da fermo, utile secondo lui non solo per ricominciare l’azione ma anche in fase di parata: “Velocità serve per i riflessi e le uscite. Intelligenza per la ricerca della migliore posizione e per il recupero di palle vaganti. Controllo palla per la presa. Resistenza più ce n’e’ meglio è, ma questo vale per tutti i giocatori, anche se mi sembra che sul portiere influisca meno che in passato. Cross (per i rinvii) ed azioni da fermo (che aiuta a parare punizioni e rigori) sembrano avere un impatto minimo sulle prestazioni, anche se i campus continuano a proporle”.
Non raccoglie le “provocazioni” cleverdoc, manager del Kroton, che è molto conciso e non cita affatto la skill azioni da fermo e non ha dubbi sulla resistenza: “Certamente le skills fisiche resistenza e velocità sono le più importanti per ovvi motivi, seguita da intelligenza per la scelta immediata dell’azione migliore da intraprendere, poi cross per i rilanci e se vogliamo essere pignoli controllo palla per gestire le palle vaganti nell’area di porta”.
Laconico anche real_borgocm, manager del Coriano, che afferma: “Mi fido delle skills che appaiono principalmente nel campus giovani, un motivo ci sarà….quindi velocità, intelligenza, resistenza seguite poi da cross, controllo, azioni da fermo, passaggio” – ed offre una nuova “chiave di lettura” per le skill resistenza e controllo – “per me servono a non abbassare la media pallette della squadra”.
“Io parto da una considerazione” – afferma lagnas, manager dell’AC Collins – “secondo me si può fare a meno del mitico 10 in parare, in quanto un 9 boostato gli equivale e costa molto, molto meno. Di seguito le skill secondarie nell’ordine di importanza che gli attribuisco: Velocità: importantissima, sia per la reattività, sia per le uscite. Controllo: importante: aiuta a trattenere la palla con più facilità e nelle ribattute che spesso sono più pericolose delle discese a rete dell’attaccante. Cross: con questo SIM è diventato molto più importante, quasi come il controllo; osservate le statistiche, molti portieri, anche di alto livello, finiscono la partita con percentuali di passaggio inferiori al 35%. Va da se che questo diventa un problema soprattutto quando si affrontano squadre più forti, aumentando il numero di parate aumenta il numero di passaggi e quindi il numero di errori. Inoltre quando la squadra avversaria gioca molto offensiva il rilancio del portiere ben indirizzato può diventare azione da gol (e sappiamo tutti quanto è difficile creare quando l’avversario ci surclassa nelle skill). Intelligenza: non guasta mai, per nessuno, mentre sospendo il giudizio sulle azioni da fermo: a sensazione credo possano ben combinarsi al cross, ma non ho mai approfondito questo aspetto. La resistenza secondo me non è importante. Un portiere con 3-4@ in resistenza lo schiererei anche in nazionale senza particolari problemi”.
Dice la sua anche verdena, manager dell’omonima squadra: “Dopo la skill parare queste le più importanti: velocita’ (velocità di muoversi tra i pali), cross (fondamentale per non dare la palla agli avversari sui rilanci), azioni da fermo (fondamentale non dare la palla agli avversari sulla rimessa dal fondo), controllo palla (capacita’ di bloccare il pallone su un tiro), intelligenza (un portiere con intelligenza è più furbo e smaliziato ed offre piu’ garanzie). Per quanto riguarda la skill resistenza non gli dò un gran peso anche perche’ mi pare di ricordare che non venga mai fuori nel campus giovani per cui mi viene da pensare che il portiere stando fermo non si stanca dal punto di vista fisico…”.
Chiude la nostra kermesse l’intervento di magoalbi, manager dell’AS Roma, come al solito molto approfondito e con una punta polemica nel finale: “Per esperienza personale ritengo molto probabile che le skill più importati per questo ruolo, subito dopo parare ovviamente, siano, nell’ordine: 1) intelligenza, 2) controllo palla, 3) azione da fermo. In origine davo maggior rilievo alle abilità fisiche ma poi ho constatato, almeno per quel che mi riguarda personalmente, che anche portieri con resistenza e velocità 6 hanno svolto egregiamente il loro lavoro. L’intelligenza la considero un moltiplicatore di skill, come l’esperienza (a tal proposito consiglio di mettere in panchina come secondo portiere il vostro futuro titolare anche giovanissimo così si ritoverà, come è capitato a me, 10 in esperienza già a 26 anni!) e dovrebbe influire quindi anche sulla posizione dell’ultimo difensore nonchè sulle “sue” scelte autonome (uscite, calci di rigore, ecc.). Il controllo palla mi offre l’impressione che possa aumentare la possibilità di bloccare il pallone ed evitare pericolose respinte. Azione da fermo consentirebbe maggior precisione nei rilanci. C’è anche da dire che però l’ultimo campus giovani che mi indicava il giocatore come futuro portiere, suggeriva l’allenamento del giovane in portiere, VELOCITA’ ed intelligenza, credo che bisogna tener conto delle skills che escono al campus giovani.
Chiudo infine con una coda leggermente polemica, se dopo 9 anni di MZ sono ancora costretto ad utilizzare il condizionale in inchieste di questo tipo, la conclusione è una sola: questo manageriale non è realmente tale perchè non ci vengono fornite tutte le informazioni e anche quelle date sono incomplete. Il gioco diventerebbe realmente avvincente e l’abilità del singolo allenatore risulterebbe molto più determinante se ci rendessero edotti delle dinamiche precise. Non mi basta sapere che per un difensore è necessario avere contrasto, pretendo di conoscere anche la formula che influenzi la prestazione in relazione a questa skill ed inoltre la precisa equazione o proporzione per la quale se un difensore contrasto 10 si “scontra” con un attaccante tiro 10 (o controllo 10), quante percentuali ha di vincere il tackle o di anticiparlo ecc. E non ditemi che si toglierebbe suspance ed imprevedibilità al gioco perché una percentuale random in ogni operazione sarebbe sempre prevista! Così funziona per tutti i giochi on-line per i quali si paga, come questo, e si deve programmare. Parlo di mmorpg a cui mi dedico dal 1998 pagando dai 10 ai 30 dollari al mese. Lì devi programmare la crescita di un giocatore con decine di skill e quindi ti dicono tutto, ma proprio tutto, comprese le formule matematiche in modo che così tu possa alla fine ottenere un “pupazzetto” con i pro ed i contro che hai pianificato! Ecco, in questo MZ deve migliorare molto”.
Siamo giunti alla fine di questa interessante riunione in cui manager molto validi hanno espresso le loro opinioni sui portieri. Come avete letto si è abbastanza d’accordo nel considerare velocità, intelligenza e controllo le skills più importanti. Svalutata invece di molto la skill resistenza, che contrariamente a quanto si pensi normalmente, non viene ritenuta dalla maggior parte di loro una abilità primaria. Più o meno concordi sulle skill accessorie, cross e azioni, valgono più o meno allo stesso livello e pur essendo skills secondarie hanno comunque un peso, diversamente dalle abilità che rimangono (tiro, contrasto, colpo di testa, passaggio), ritenute inutili per il portiere. Oltre quella della resistenza, interessanti (ma tutte da studiare) anche un altro paio di teorie: quella di real_borgocm circa la resistenza e il controllo, quella di helis68 sulle azioni da fermo e quella di magoalbi sulla scarsa considerazione delle skills fisiche.
Infine, resta da dire che probabilmente ha ragione magoalbi quando afferma che maggiori informazioni da parte dei creatori del gioco sarebbero auspicabili, ma personalmente non mi trova molto d’accordo per quanto concerne lo svelare il peso delle skills per ogni ruolo.
Immaginate che la crew renda pubbliche le skill più importanti per un portiere e che siano: controllo, azioni, intelligenza, resistenza, passaggio. Una volta maxato un portiere in parata cosa farebbero i manager? Naturalmente allenerebbero tutti controllo fino al maxaggio, quindi azioni fino al maxaggio, quindi intelligenza fino al maxaggio e così via. Questo comporterebbere che i portieri sarebbero tutti uguali, solo i maxaggi li diversificherebbero, e sul mercato troveremmo portieri tutti uguali, dal rendimento uguale. Se per assurdo estendessimo a tutti i ruoli questa cosa, rischieremmo di trovare sul mercato giocatori tutti uguali, dal rendimento tutto uguale e che presenterebbero partite probabilmente più noiose da seguire. Trovo invece che il non sapere, in questo caso, renda più varia la crescita del giocatore, facendo emergere il manager che più di tutti riesce ad intuire la corretta crescita delle skills di un calciatore.
Crescita
Un paio di settimane fa, facemmo una tavola rotonda per chiedere ad alcuni manager qual’ erano, secondo loro, le skill più importanti per un portiere. Torniamo oggi sull’argomento portiere per affrontare il discorso campus. E’ opinione che va per la maggiore che non sia conveniente mandare un portiere al campus: “se si maxa basso, son soldi buttati”, si sente dire in giro. Ma è proprio così? Davvero un portiere non va mandato al campus?
In termini di allenamento, un campus equivale a 90 allenamenti, 30 per ognuna delle tre skill allenate. Avremo quindi 30 allenamenti in parata e 30, ad esempio, in velocità e intelligenza. Fuori dal campus, nelle stesso periodo di cinque settimane, il giocatore otterrà 25 allenamenti in parata. Balza subito all’occhio la convenienza del campus sul fronte allenamenti.
Ma facciamo un attimo un passo indietro per una premessa doverosa. Personalmente sono tra quelli che crede nel campus giovani e ritengo che, per qualsiasi ruolo, vada fatto per tutte e tre le stagioni junior. Porto anche un dato personale a sostegno di questa mia tesi: non ho seguito da subito i suggerimenti del campus giovani, questo perchè sentivo dire dagli altri manager che non era affidabile, che sbagliava spesso e che quindi non valeva la pena dare ascolto alle skill che venivano allenate. Riuscivo comunque a tirare fuori buoni giovani, ma più spesso erano i maxaggi bassi di giocatori che finivano per essere ceduti a squadre minori. Poi, un giorno, decisi finalmente di provare il campus giovanile e i risultati sono migliorati. Sono stati molti di più i giocatori cresciuti a tal punto di meritarsi un posto tra i titolari della squadra senior e, anche quelli che non riuscivano in tal senso, crescevano meglio, permettendo ricavi più alti una volta immessi sul mercato. Dati alla mano posso affermare che nella mia personale esperienza ho ottenuto migliori risultati seguendo le indicazioni del campus giovani, piuttosto che il contrario.
Ritorniamo alle obiezioni di chi non ritiene che invece, almeno per il portiere, sia utile: “se inizi a far fare campus ad un portiere e si maxa a sei in parata, hai sprecato tempo e soldi”. Vero, ma non è forse vero anche per gli altri ruoli? Se un giocatore di movimento si maxa basso nelle skill fisiche oppure nella skill principale, non sono comunque soldi sprecati? Certo, in qualche caso si riesce a recuperare il giocatore cambiandogli ruolo, in genere i difensori o gli attaccanti mancati si riciclano centrocampisti, ma quante volte questo non avviene? Del resto non sarebbe surreale se ogni giocatore diventasse un giocatore fenomeno? Ci stà quindi che una percentuale più o meno alta di giocatori sia destinata ad essere “carne da macello”.
Se volete che un giocatore diventi forte, gli farete fare più campus possibili, perchè dovrebbe essere diverso per un portiere? Il rischio di rimetterci eventualmente qualcosa a livello economico non vale forse il “rischio” di tirare su un portiere fenomeno?
A mio avviso si e ve lo dimostro con un esempio pratico per illustrare la crescita di due giocatori, uno farà campus fino ai 25 anni, l’altro invece non ne farà nemmeno uno. Ipotizziamo che i due giocatori arrivino nelle giovanili nella stessa stagione e si presentino così:

Il primo, Fabri, arriva con un numero di pallette superiore alle venti (da precisare che il suo skiller è relativo alla seconda stagione), il secondo, Benarrivo, invece rientra nella media dei 15enni appena arrivati. Fabri viene subito mandato al campus giovani che decreta: portiere, intelligenza, azioni. Ci rimango un pò male, viste le pallette iniziali poteva venirne fuori un gran giocatore, in parata invece ha solo una palletta, ma fedele ai dettami del campus lascio il giocatore ad allenarsi lì, e così farò anche per le successive stagioni. Per Benarrivo la sorte è diversa, lo mando la prima volta solo per vedere il ruolo suggeritomi (ed il verdetto è lo stesso, portiere, intelligenza, azioni) quindi lo richiamo subito e lo allenerò normalmente in parata, ma non farà mai campus in quanto occupati da giocatori che considero più promettenti. Dopo qualche stagione, oggi i due portieri sono così:


Sono stato fortunato, entrambi sono arrivati a 10 nella skill principale, ma Fabri oltre ai successivi due campus giovani (per la cronaca sono usciti portiere, intelligenza, azioni e portiere, cross, intelligenza) ha fatto campus anche una volta diventato senior. Benarrivo continua ad allenarsi sempre al di fuori dei campus. La differenza è già abbastanza evidente, Fabri è senz’altro un portiere più forte. Non ci fermiamo qui però; aggiungiamo ancora qualche palletta ai due e proiettiamoci nel futuro, quando entrambi avranno 30 anni:


Ho aggiunto quindi qualche palletta sparsa, ipotizzando come detto all’inizio che Fabri faccia altri due campus (questa stagione e la prossima) e che poi continui ad allenarsi senza più l’ausilio dei campus fino ai 30 anni. Benarrivo continuerà come sempre anche lui fino alla stessa età. Le differenze ora sono notevoli; pur essendo due bravi portieri avendo raggiunto entrambi quota 10, Fabri potrà ambire alla nazionale, Benarrivo no.
Ecco, questa è la dimostrazione pratica della differenza che c’è tra far crescere un portiere con i campus oppure senza. Chiaramente nel caso in questione c’è stata anche molta fortuna, all’inizio dell’avventura nessuno poteva prevedere che Fabri sarebbe arrivato così lontano, ma ritengo che la stessa fortuna ci voglia anche per far diventare un giocatore da nazionale un giovane destinato fuori dalla porta; e se non vi prendete il rischio di fare campus anche ai portieri non avrete mai la possibilità di tirare su il vostro Fabri.
In conclusione, sono a favore dei campus giovani anche per i portieri e voi, sempre sicuri che non ne vale la pena?
Zagrosky

