Intelligenza, mai skill fu più enigmatica. Ognuno ha le sue teorie ma nessuno sa veramente come e quanto incide sul rendimento di un giocatore. Per cercare di capirne di più la redazione del TZ ha convocato una tavola rotonda invitando una trentina di manager, tutti quelli della serie A e molti di serie B. Non tutti purtroppo hanno accettato il nostro invito, chissà forse per non rischiare brutte figure :-).
Si apre il dibattito, parte la domanda che scatena la discussione:
Se doveste spiegare ad un nuovo iscritto come funziona la skill intelligenza, cosa direste?
Con la spavalderia di chi si è messo in tasca di recente campionato europeo e scudetto, il primo a prendere la parola è l’ex CT starjus:
“La skill intelligenza io la traduco con efficienza, ovvero un parametro che fa si che i miei giocatori si comportino in modo migliore. Questo ha effetti evidenti sulle prestazioni dell’intera squadra, anche se non credo che l’intelligenza sia più importante in un ruolo piuttosto che in un altro. Serve a tutti i giocatori che sono molto coinvolti nell’azione e che devono avere una skill intelligenza elevata. Unica eccezione per i terzini di difesa per cui ci si può accontentare anche di valori più bassi. Nelle divisioni inferiori, diciamo dalla terza divisione in giù, però non ne serve tanta, l’intelligenza diventa una priorità solo dopo aver individuato il ruolo del giocatore e ultimato la crescita base. Con una eccezione però: il centrocampista. Allenerei intelligenza dopo aver cresciuto le skill fisiche, ma prima di tutte le altre”.
Interviene scorpions, manager della squadra omonima:
“Direi che questa skill è importante per un giocatore per l’interazione che ha in mezzo al campo, perchè l’aiuta a mantenere la posizione giusta (non va a zonzo per capirci) per la reattività che ha nell’andarsi a prendere il pallone poco distante da lui (non parte dopo mezz’ora) e perché l’aiuta a fare la cosa giusta al momento giusto… passa se deve passare, tira se deve tirare…”
“Sono vicino al pensiero di scorpions”, – dice kingsuntzu del Montecavolo – “l’intelligenza è la skill che al pari di velocità e resistenza, ogni giocatore, indipendentemente dal ruolo, deve avere più alta possibile, serve a completare il giocatore, a fargli fare le scelte giuste in campo, nei movimenti e nei posizionamenti, sia in fase offensiva che in quella difensiva, e nel caso del portiere l’aiuta a scegliere se rimanere in porta o uscire veloce verso l’attaccante. Non va mai trascurata nella crescita di un giocatore”.
“Io la penso come starjus,” – interviene magoalbi, manager dell’A.S. Roma, che fedele alla sua anima avvocatesca snocciola una disanima della skill degna del miglior Perry Mason – “l’intelligenza è un’abilità che serve a tutti i giocatori. Io la valuto come moltiplicatore delle skill di base per il singolo calciatore virtuale con la funzione principale di coadiuvare il giocatore nel ricercare la migliore posizione in campo in funzione della tattica e dello schema impostato dall’allenatore. Un attaccante con maggior intelligenza riuscirà a smarcarsi più facilmente, sarà pronto a ricevere i cross se abbiamo impostato gioco sulle ali, tenderà a non farsi anticipare dal marcatore ecc. Per quel che attiene l’aspetto difensivo, il terzino “mentalmente dotato” riuscirà a coprire meglio la fascia di competenza, il difensore a mantenere la giusta posizione quando attacca l’avversario e così via. Per il centrocampista conta ancora di più che per gli altri ruoli e diventa ancor più importante avere intelligenza da 4 palline in su (6 per le divisioni maggiori). Un regista si troverà più di altri ad impostare il gioco e dovrà prendere decisioni rapide e soprattutto, si spera, efficaci. La lettura del proprio schema e del movimento dell’avversario risulterà per lui fondamentale e se ha lacune in quella skill potrebbe seriamente bloccare la vostra macchina da goal nonostante una buona squadra generale ed una tattica apparentemente efficace. Per il portiere valgono le stesse considerazioni ma tutte con riguardo alla posizione tra i pali”.
Mago ormai è partito e, incurante della platea che comincia a prender sonno, inizia a riassumere e sintetizzare nei ruoli le skill più importanti escludendo le abilità fisiche che tanto servono a tutti:
“a) PORTIERI: Skill principali nell’ordine: parare, INTELLIGENZA, controllo, azione da fermo;
b) DIFENSORI: Skill principali nell’ordine: contrasto, INTELLIGENZA, controllo, cross (se laterali), colpo di testa (se centrali);
c) CENTROCAMPISTI: Skill principali nell’ordine: INTELLIGENZA, passaggio, controllo (e poi contrasto se mediani, tiro se offensivi, cross se laterali ecc.);
d) ATTACCANTI: Skill principali nell’ordine: tiro, controllo, INTELLIGENZA (e poi colpo di testa se centrali, contrasto se si usa gioco offensivo, cross/passaggio se li si mette quali seconde punte ecc);
Concludo con un mio personale suggerimento, in controtendenza con il pensiero generale: La skill intelligenza, come cross e parare, è tra le più lente a salire durante gli allenamenti. Consiglio quindi di mettere i giovani in quella skill almeno fino a 4 palle prima che diventino adatti alla squadra senior anche a discapito delle skill fisiche che con un campus salgono più rapidamente. Male che vada (tipo si maxa a 6 in velocità e/o resistenza) avrete comunque un sufficiente/discreto sostituto centrocampista piuttosto che un atleta veloce e resistente che senza intelligenza (ed esperienza) si muoverà sul campo quasi come un pesce fuor d’acqua”.
“OBIEZIONE!” – interviene hugoh del San Nicolo Kings (è l’unica parola che zittisce il mago!), che però si allinea a quanto detto da altri – “secondo me l’intelligenza serve al giocatore sia per mantenere la giusta posizione e fare i giusti movimenti, che per decidere di fare la cosa con più probabilità di successo, come passare ad un giocatore in fascia creando così pericolo, piuttosto che passare al suo compagno accanto che magari la cicca e fa ripartire l’azione degli avversari, oppure ancora tirare da distante invece che tentare un improbabile filtrante per la punta”.
Anche ghiuzzo, di Zemanlandia, vuole dire la sua:
“L’intelligenza per me rappresenta una delle skill più importanti, perchè è quella skill che fa decidere al giocatore la giocata giusta, se fare un passaggio o un cross, se farlo avanti o indietro, se tirare o passare, il tutto con le dovute conseguenze. Si dice impropriamente skill accessoria in quanto se un giocatore non ha skill fisiche e primarie non è che può fare chissà che, ma senza intelligenza un giocatore non sarà mai nè affidabile nè renderà mai al massimo delle proprie skill”.
“Per me la skill intelligenza è una delle più importanti ma allo stesso tempo una delle più difficili da allenare” – irrompe sconvolts del Ponte Motta – “ho fatto caso nella mia esperienza che è una skill dove anche un giocatore vecchio tende a migliorare molto. Ora secondo me la skill in se stessa potenzia le altre skill principali, ma se me lo dovesse chiedere un nuovo iscritto gli direi di lasciarla stare almeno all’inizio ed allenarla solo in un secondo tempo”.
A questo punto chiede la parola olly, manager del Savicevic Show:
“L’intelligenza e l’esperienza sono la stessa cosa, con la differenza che l’esperienza cresce gradualmente stagione per stagione, mentre l’intelligenza la puoi allenare, quindi serve molto quando il giocatore è giovane. L’intelligenza influisce su tutte le altre caratteristiche: spinge il giocatore a sfruttarle al meglio. L’effetto più sensibile che ha l’intelligenza sul giocatore è la sua posizione in campo. Ad esempio un difensore che ha molta intelligenza, tende a muoversi in maniera armonica con il reparto, se invece ha poca intelligenza/esperienza tende ad andare spesso fuori posizione come ad esempio trovarsi troppo avanti e farsi sorprendere con la palla lanciata alle sue spalle”.
Da manager navigato, real_borgocm ha fatto prima sfogare gli altri, quindi interviene e per ascoltare il suo verbo la platea, abbastanza vivace a questo punto, si quieta improvvisamente:
“Penso che quasi nessuno possa dire con certezza a cosa serva. Ci si fa una convinzione nel corso delle stagioni ma poi si può cambiare idea nel tempo. Per anni ho pensato che fosse un moltiplicatore per le altre skills, cioè più intelligente è un giocatore, più esalta le sue caratteristiche. Tuttavia con l’introduzione dei campus e determinando come skill principale per un centrocampista, l’intelligenza, qualche domanda in più bisognerebbe porsela. Onde evitare dubbi, salvo fenomeni, evito giocatori maxati con meno di 6 palle…”.
Siamo giunti alla conclusione di questo incontro. Quello che è emerso ascoltando manager di tale valore è che nessuno di loro in realtà ha la più pallida idea di come funzioni tale skill… 🙂
Era solo una battuta naturalmente……. più o meno il gruppo concorda sul fatto che possa essere un moltiplicatore delle altre skill, che serva a far prendere la decisione giusta, a scegliere la posizione migliore e nel ritenerla molto importante, nonostante sia considerata, generalmente, una skill secondaria. Posizione diverse invece per la priorità negli allenamenti, chi la ritiene un’abilità da allenare subito, in quanto può fare la differenza tra i giovanissimi, chi invece dà sempre e comunque la priorità ad altre skill ritenute fondamentali.
Se le impressioni di questi manager sono corrette oppure no probabilmente non lo sapremo mai, la scelta della crew di non divulgare notizie su molti aspetti del gioco può essere discutibile ma questa è la scelta dei creatori del gioco e noi, volenti o nolenti, ci dobbiamo adeguare.
Un grazie a tutti i manager che sono intervenuti, che hanno messo la loro esperienza al servizio della community nel tentativo di aiutare chi è meno esperto e magari ha iniziato da poco.
Zagrosky

